La sorveglianza continua dell'area
La ricerca è al sicuro
Amici e nemici
Le piante, gli insetti e i loro tanti modi di comunicare chimicamente. È su questi aspetti che si concentra il lavoro di ricerca dell'istituto Max Planck sulla chimica ecologica di Jena. Oggetto degli studi sono le strategie di difesa utilizzate dai vegetali per proteggersi da nemici quali i bruchi, da cui non possono nascondersi né fuggire. Preferiscono invece avvelenare gli ingordi nemici, richiamare aiutanti alati tramite segnali odorosi oppure informare le piante vicine che potrebbero anch'esse trovarsi in pericolo. La costante lotta tra le piante e i loro naturali avversari produce di continuo nuovi meccanismi di difesa. Si tratta di processi chimici particolarmente interessanti nel campo della ricerca ecologica, che presentano il potenziale per innovativi e promettenti sviluppi scientifici. È stata la ragione che ha portato la società senza scopo di lucro Max Planck a fondare nel 1996 l'Istituto per la chimica ecologica, suddiviso in cinque reparti, come struttura addizionale per la ricerca scientifica di base.
Nuove strutture
Dal 2001 l'istituto ha sede a Jena, in Germania, in un moderno edificio nel campus universitario di Beutenberg. Con 7.400 m2 di superficie utile, 1.500 m2 di serre e un bilancio annuale di circa 10 milioni di euro, i 270 scienziati e dipendenti dell'istituto, di 19 paesi diversi, possono studiare questa area incredibilmente complessa dell'ecologia e creare una nuova base per un'agricoltura ecosostenibile.
La protezione degli studi di ricerca
Per proteggere il moderno edificio e le preziose dotazioni dell'istituto, nel mese di luglio 2004 è stato installato un sistema di sorveglianza in cui 32 telecamere IP MOBOTIX svolgono un ruolo chiave.
Apparecchiature preziose
Per Johan Brandenburg, responsabile tecnico presso l'istituto Max Planck di ecologia chimica, la sicurezza dell'edificio è davvero prioritaria: "Siamo un centro di ricerca con apparecchiature estremamente costose, alcune delle quali valgono fino a 2 milioni di euro, e da cui dipendiamo totalmente per il nostro lavoro. La struttura inoltre è ubicata in un posto piuttosto isolato, accessibile da ogni lato, il che la rende un potenziale obiettivo per vandali e malintenzionati. Per circa 3 anni ci siamo affidati a un istituto di sorveglianza, ma questa soluzione non rispondeva in modo soddisfacente alla nostra esigenza di sorveglianza continua. Gli addetti alla sicurezza non potevano trovarsi contemporaneamente in ogni singolo punto vulnerabile", ha proseguito Brandenburg. "Era chiaro che avremmo potuto ottenere il grado di protezione desiderata solo con l'aiuto di un potente sistema di telecamere".
Night and Day
L'istituto ha preso in esame diverse soluzioni, confrontandone le prestazioni e valutandone le caratteristiche. Nel corso di questo processo Telegant (www.telegant.de), una società di servizi specializzata in comunicazioni, reti e sorveglianza, ha consigliato di scegliere MOBOTIX M10-DN, una telecamera di rete che offre immagini ad alta risoluzione sia di giorno, sia di notte. Il modello M10-DN è dotato di due sensori immagine e di due obiettivi. A seconda delle condizioni di illuminazione prevalenti, per registrare le immagini la telecamera sceglie automaticamente il sensore a colori, con l'obiettivo diurno, oppure il sensore monocromatico, con obiettivo a infrarossi. Grazie al sensore megapixel (1.280x960 pixel), la telecamera M10-DN offre immagini uniformi con eccellente qualità del colore, presenta una sensibilità alla luce di gran lunga superiore ai modelli convenzionali e include una comoda funzione di zoom digitale. "Il sistema MOBOTIX presentava proprio le caratteristiche che ci servivano per il monitoraggio continuo del nostro edificio, ma c'erano ancora diversi problemi da risolvere", ricorda Brandenburg.
Altre difficoltà
Scopo del sistema di telecamere era duplice: da un lato fungere da deterrente contro eventuali azioni criminali e dall'altro, in caso di incidente, fornire immagini utilizzabili per rintracciare i colpevoli. "Il fatto è che se le telecamere effettuano la registrazione continua delle immagini occupano moltissimo spazio su disco e si perdono ore per cercare l'evento cruciale", spiega il direttore tecnico. "Un altro problema era evitare di riprendere direttamente i dipendenti. Non volevamo che si sentissero spiati".
La soluzione
"Per le telecamere MOBOTIX si trattava di una situazione di ordinaria amministrazione", ha spiegato Michael Hellmich, responsabile tecnico presso la divisione Sistemi di rete di Telegant. In realtà le telecamere sono dotate di led che si accendono quando rilevano un movimento di qualsiasi tipo nelle zone di esposizione, e rappresentano quindi un deterrente. Grazie alla registrazione immagini controllata dagli eventi, le telecamere avviano la registrazione solo se registrano movimenti in un qualsiasi punto di un'area predefinita. Questo velocizza l'individuazione degli eventi e consente di occupare meno spazio per la memorizzazione. "Tuttavia, per motivi di sicurezza, alcune telecamere dovevano necessariamente essere puntate verso le finestre degli spazi in cui lavorano i dipendenti. Ma abbiamo risolto anche questo problema", ha spiegato Michael Hellmich. "Le telecamere MOBOTIX consentono di coprire alcune zone dell'immagine per impedirne l'identificazione, senza alcun effetto negativo sulla sicurezza. In questo modo i dipendenti non si sentono osservati".
Una rete a sé
Per la protezione completa di tutto il vasto edificio sono state installate 32 telecamere MOBOTIX M10-DN suddivise in 4 reti locali e collegate tramite backbone in fibra. Le immagini vengono registrate su server e anche su ring buffer incorporati. A garanzia della sicurezza e della privacy, la rete di telecamere è totalmente autonoma e non è collegata alla rete informatica dell'istituto", ha spiegato Brandenburg. "Per gli stessi motivi non è stato incluso il monitoraggio live, ma solo la registrazione di incidenti insoliti, che vengono automaticamente memorizzati su un file server Linux standard dal software integrato nella telecamera".
Sistemi ottimali
Qual è il grado di soddisfazione dell'istituto relativamente alla soluzione di sorveglianza adottata? "Le telecamere IP sono attive da sole 6 settimane e siamo ancora in fase di prova", è la risposta di Brandenburg. "Ma sono convinto che abbiamo trovato la soluzione ideale grazie a MOBOTIX".
Materiale utilizzato
Telecamere: 32 telecamere M10D-Night |