La gestione moderna della sanità
Un ambiente sicuro in cui curare i pazienti
In buone mani
Nessuno ama le degenze ospedaliere, ma sapere di essere in buone mani rende la cosa un po' più accettabile. I pazienti del policlinico tedesco Maria Hilf di Mönchengladbach possono stare tranquilli. Maria Hilf, St. Franziskus e Kamillianer, le tre unità gestite dal centro, sono caratterizzate da un approccio estremamente completo alla cura dei pazienti.
I pazienti come persone
"Vogliamo offrire a ogni paziente le cure mediche più avanzate attualmente disponibili", ha dichiarato Stefan Bahun, responsabile della sicurezza, che ci spiega il concetto su cui si basa la struttura ospedaliera. "Ma non vogliamo incentrarci solo sulla malattia, bensì su tutta la persona, che non va considerata semplicemente come un malato. Ecco perché l'attenzione verso la persona svolge un ruolo così importante". Questo è il motto seguito da oltre 150 anni, cioè dal 24 luglio 1854, quando due frati francescani olandesi giunsero a Mönchengladbach per curare i malati e amministrare l'orfanotrofio cattolico.
L'ospedale cittadino, con un totale di 800 posti letto, cura ogni anno circa 28.000 pazienti e gestisce circa 100.000 day hospital all'anno. È il più grande ospedale cattolico della diocesi di Aachen. Vi lavorano circa 1.600 dipendenti, inclusi 190 medici e 800 assistenti sanitari, che garantiscono il trattamento ottimale del paziente. Come ospedale per la formazione accademica che fa parte dell'RWTH Aachen, il policlinico Maria Hilf si occupa anche di formazione professionale degli studenti.
La tecnologia medica più avanzata
I pazienti sono curati in base alle più moderne scoperte scientifiche e con tecniche mediche estremamente avanzate. Per migliorare la sicurezza di pazienti e dipendenti, il policlinico ha posto un accento particolare sulle tecnologie di punta: dall'estate del 2004, le telecamere MOBOTIX effettuano il monitoraggio costante dei cancelli e degli altri accessi alle strutture della clinica.
La redditività del lavoro
"Le cure personali non sono coperte dalle assicurazioni mediche standard. Per rispondere agli standard del nostro stile umanitario, con il nostro approccio personale, dobbiamo quindi lavorare nel modo più proficuo possibile in altre aree", ha dichiarato Stefan Bahun.
Un'area non economicamente redditizia, in passato, era quella degli accessi notturni. Con una frequenza visitatori inferiore e meno emergenze e necessità ridotte di trasporto pazienti rispetto alle ore diurne, il turno di notte non funzionava a piena capacità. Ecco come è nata l'idea di sfruttare le più avanzate tecnologie e di centralizzare il turno di notte in un'unica struttura. Le risorse così liberate avrebbero potute essere investite nel turno di giorno, che invece doveva svolgere un numero sempre crescente di compiti.
Una reception ad alta tecnologia
"Al giorno d'oggi nelle cliniche è raro trovare una reception di vecchio tipo", ha spiegato il responsabile della sicurezza. "Gli addetti devono presentare buone qualifiche e molta esperienza: sono necessarie doti di comunicazione, competenza, gentilezza, la capacità di lavorare sotto pressione e l'esperienza nell'uso del computer". Oltre al centralino, questo lavoro richiede anche la gestione del sistema di guida all'interno dei parcheggi, la videosorveglianza e le informazioni sui pazienti. E rappresenta anche il punto di arrivo dei messaggi d'allarme, che sia un ascensore bloccato, problemi con la fornitura di ossigeno o anche un allarme antincendio. Anche queste funzioni andavano prese in considerazione per la centralizzazione degli accessi notturni. Dal punto di vista della trasmissione dati, le tre strutture sono collegate da un sistema radio point-to-point.
Il controllo degli accessi
Restava il problema del controllo degli accessi durante le ore notturne senza ricorrere ai custodi. "Di notte andava comunque garantito l'accesso alle cliniche da parte dei pazienti, per i servizi di emergenza. Ma non potevamo semplicemente lasciare aperti i cancelli per chiunque. E le sole comunicazioni via interfono non consentono di ottenere gli stessi risultati. Stefan Bahun ha compreso che il problema poteva essere risolto solo installando un potente sistema di telecamere digitali. "Disponevamo già di tecnologia video, ma questo sistema analogico si è dimostrato inadatto alle nostre esigenze. E poiché gli edifici erano già dotati di una buona infrastruttura informatica con una potente rete, abbiamo deciso di usufruirne per l'installazione delle telecamere".
E quindi abbiamo iniziato la ricerca di un sistema in grado di offrire immagini ottimali con requisiti ridotti. "Si trattava di un fattore importante perché il sistema radio point-to-point non è adatto alla trasmissione di file di grandi dimensioni", ha spiegato il responsabile della sicurezza.
La semplicità di funzionamento
Poi ci siamo "imbattuti" nei prodotti MOBOTIX nella stampa specializzata. "Sono rimasto affascinato dalle tante caratteristiche offerte dalle telecamere", ha ricordato Bahun. "Ovviamente eravamo particolarmente interessati a telecamere in grado di riprodurre immagini di qualità eccellente anche di notte. Questo ha reso i prodotti MOBOTIX una scelta ideale".
"Un altro fattore importante che ha influito sulla nostra decisione è stata la semplicità di utilizzo", ha continuato. Da questo punto di vista, MOBOTIX offre già tutte le caratteristiche necessarie, oltre al controllo della telecamera tramite browser Web. Ma volevamo anche semplificare il più possibile il lavoro del personale alla reception". È a questo punto che, dietro consiglio di MOBOTIX, è intervenuta uniserve Internet & Multimedia GmbH (www.uniserve.de). Uniserve ha sviluppato WINSTON, un software di gestione delle telecamere ergonomico, estremamente semplice, rapido e intuitivo. Questa soluzione software comprende anche una planimetria e la panoramica delle telecamere; consente di assegnare funzioni speciali, come l'apertura di un cancello, direttamente all'immagine appropriata della telecamera.
Monitoraggio centralizzato
A quanto pare, l'obiettivo del cliente è stato centrato in pieno. Oggi vi sono 14 telecamere MOBOTIX in funzione presso le tre strutture del policlinico Maria Hilf, per il monitoraggio centralizzato di tutti gli ingressi e i punti d'accesso. Anche altre aree critiche, come gli sportelli per il pagamento e i punti bancomat, oltre alla sala d'attesa del pronto soccorso, sono sorvegliate dall'occhio attento del personale della reception.
Grazie al controllo degli eventi, attivabile tramite campi predefiniti nell'immagine di ciascuna telecamera, si possono identificare e registrare eventi specifici. Per motivi di sicurezza e documentazione, queste immagini vengono registrate per 72 ore e sono visualizzabili solo quando servono ulteriori indagini. Ciascuna delle tre aree è quindi dotata di un proprio server per la registrazione delle immagini, che sostituisce la funzione di memorizzazione propria delle telecamere.
"A partire dal mese di agosto 2004 l'ospedale Kamillaner non viene più coperto dal turno di notte, della durata di 10 ore, e tutto ha sempre funzionato perfettamente", ha proseguito Bahun. "È in previsione anche l'applicazione di questo concetto presso il St. Franziskus a completamento del progetto di centralizzazione. Nel complesso, siamo lieti di affermare che la tecnologia di queste telecamere ha aumentato il livello di sicurezza del nostro policlinico. L'investimento si è sicuramente ripagato e ci soddisfa appieno".
Materiale utilizzatoTelecamere: 6 telecamere M1D-Sec, 3 telecamere M10M-Sec, 2 telecamere M10D-Sec, 2 telecamere M1M-IT, 1 telecamera M10D-Night
Server: 3 file server per la memorizzazione delle immagini, 1 server Windows 2000 e 1 server SQL MSDE e IIS per il software gestionale WINSTON |