AVIS nasce a Milano nel 1929 per iniziativa di un medico, Vittorio Formentano, che per primo comprese il valore di sviluppare un’offerta di sangue libera, volontaria e gratuita, permettendo a chiunque di accedere gratuitamente alle terapie trasfusionali a quel tempo riservate solo ai cittadini più abbienti. Alla fine degli anni ’50 in Italia i soci donatori di AVIS erano circa 100.000. Oggi sono circa 1.200.000, distribuiti in più di 3.000 sedi sparse sul territorio, che offrono un contributo di circa 2 milioni di donazioni all’anno.

Duplice Obiettivo

“Avevamo un duplice obiettivo: da un lato monitorare costantemente il donatore in tutto il suo percorso all’interno di AVIS, dall’altro utilizzare le telecamere come forte deterrente nei confronti di atti vandalici provenienti dall’esterno”.

Il controllo accessi era indubbiamente una priorità dato che, ormai da tempo, l’associazione si trovava alle prese con ladri che, periodicamente, entravano nella struttura per cercare materiale sanitario, computer, denaro e effetti personali dei dipendenti.

“Abbiamo selezionato MOBOTIX per tre motivi fondamentalmente: la qualità dell’immagine, da cui siamo stati immediatamente colpiti, la possibilità di gestire tutti gli ambienti per noi più strategici attraverso un unico server collegato in rete e le forti garanzie in termini di cybersecurity, visto il trattamento da parte nostra di dati molto sensibili”.

"I donatori sono disposti a dare "un pezzo della loro vita". È il minimo che possiamo fare per offrire loro un servizio di accoglienza e assistenza a cinque stelle, anche con l'aiuto del sistema MOBOTIX. Soprattutto in termini di salute e sicurezza", sottolinea Sergio Casartelli, Direttore Generale di AVIS Milano.